TG5 contro Internet? Mamma RAI non è da meno!

Qualche giorno fa (14 nov.) è partita la polemica per il servizio del TG5 sul fenomeno del bullismo; servizio che avrebbe voluto denunciare una serie di deprecabili episodi ormai noti ma che, di fatto, è stato in parte strumentalizzato per promuovere una visione negativa di YouTube o, più in generale, di Internet.

Mi è capitato di leggere e postare su questo tema su DesMM, in una discussione in cui è intervenuto addirittura il dott. Pamparana nel tentativo di arginare la polemica verso il TG5, ma, per quel che mi riguarda, ho potuto notare quanto sia facile non capirsi quando ci si accosta a questi temi: se dai ragione al tg non capisci il senso del web; se dai ragione agli internauti non sei sensibile verso le vittime degli episodi denunciati. Comunque ti esprimi sembra che tu faccia torto a qualcuno.
Ma è proprio così?

Oggi  il TG2 ha voluto dimostrare di non essere da meno proponendo un servizio analogo: il soggetto, sei ragazzi napoletani in vena di incosciente goliardia, in giro nel traffico tutti su un unico scooter. Imputato, ancora una volta, YouTube. La giornalista esordisce con “Sfide pericolose tra scooter nel napoletano finiscono in internet su YouTube…“, mentre il Corriere (non è TV ma sempre di giornalismo si tratta!) titola “In 6 sullo scooter senza casco I. [...] gare pericolose tra giovanissimi e i filmati finiscono tutti in Rete
Per chi si è perso l’ennesimo servizio-chicca dei nostri media, potete vedere il video sul sito del Corriere perchè, pare che sia stato eliminato da YouTube.

Chi conosce poco la rete ascolta il tg di turno e - ovviamente - capisce che internet è una sorta di demone dove ogni perversione trova spazio e consenso: a dare ascolto al tipo di informazione che ci arriva dalla TV, internet è il posto dove si vedono episodi di bullismo, ragazzi che distruggono le aule, professoresse che si fanno palpeggiare dagli alunni (o che perlomeno non si oppongono), per non parlare di pornografia, pedofilia, sette sataniche in vena di efferatezze, ecc.
Se avete letto l’articolo del Corriere avrete notato la definizione che Antonio Iazzetta, direttore di Cogito, da di Youtube: «una vera e propria galleria degli orrori e delle stupidaggini», nonostante, proseguendo il discorso, lo stesso Iazzetta, dichiari poi che la maggior parte di questi video siano montaggi e falsi (riferendosi alle tante scorribande nel traffico filmate).

A me sembra che le persone, tutti noi, stiamo diventando nevrastenici, concentrati nel difendere il nostro orticello, sempre sul piede di guerra , pronti a tirar fuori le unghie e perennemente incavolati contro qualcosa o qualcuno… mi sembra che l’uomo stia perdendo completamente quella cosa che dovrebbe essere così semplice e naturale: un po’ di sano buonsenso.

Perchè, a mio avviso, con un po’ di buonsenso non è difficile mettere ordine nelle cose: nel mondo succedono cose buone e cose cattive a prescindere dal fatto che queste si sappiano o meno, che il web ne parli o meno. Dobbiamo forse restare indifferenti di fronte al male? Certo che no! Cari giornalisti, dico a voi, è ovvio che qui nessuno applaude quando si scopre una rete di pedofili o quando un branco di idioti picchia altri esseri umani più deboli o indifesi.
Nel caso poi dei 6 ragazzi napoletani, io il video l’ho visto più volte e ho visto sei ragazzi, che tutto sommato vogliono fare una bravata al grido di “Italia Uno!”, saltando su uno scooter e facendo un giro attorno ad un isolato di assoluta periferia. Ovviamente nel servizio si è parlato di strade cittadine, di passaggio nel traffico, di pericoli vari, e addirittura di pedoni schivati. Questi ragazzi hanno fatto bene? Certamente no. Certamente non è un gesto responsabile e mi guarderei bene dall’applaudire, anzi!

Però mi voglio chiedere anche perchè i tg gonfiano la notizia a dismisura e spostano l’attenzione dei telespettatori dal fatto vero e proprio al contenitore della notizia?
Sarebbe come parlare male del telegiornale ogni volta che in esso si parla di omicidi, guerre e stragi… in pratica sempre!

Qualcuno obietterà che il tg si limita a dare notizie su quel che accade nel mondo mentre internet trasuda manie di protagonismo e la cosa posso anche condividerla ma allora perchè le informazioni, quelle vere e autentiche, quelle che raccontano i fatti così come sono senza mistificazioni non ci arrivano direttamente dai media? Perchè dobbiamo aspettare di sapere che accadono ”certe cose” da internet? Dove sono i giornalisti?

Porgo il fianco e mi presto alla prevedibile reazione: internet, mi direte, è incontrollato ed incontrollabile mentre ci sono cose che è giusto moderare, controllare per la tutela di tutti…
Già, è vero, è una considerazione tanto corretta quanto banale per la sua ovvietà. Ma qui non si sta parlando di questo a mio avviso.
Qui parlaimo di strumentalizzazione dell’informazione.

Non che io voglia calcare la mano ma di dubbi nella testa se ne creano tanti quando si parla di “informazione”, sopratutto ora che internet, un mondo pericoloso perchè destrutturato e non asservito a nessun potere, inizia a entrare pesantemente nelle case e nel costume della società. Uno di questi dubbi è legato al fatto che internet, di fatto, inizia a scalzare la TV dalla sua posizione fin’ora predominante. Una considerazione che a me personalmente basta per spiegare perchè la TV attingere informazioni dalla rete in sordina e solo quando c’è qualcosa che può essere strumentalizzata contro la rete allora ci si assicura che i nomi dei vari diavoli (YouTube su tutti) siano in evidenza.

Nel citato post su DesMM, YouON parlava del fatto che questo è un timore infondato in quanto la TV ha tutto il potere per entrare in internet e fare quel che vuole quando ne sentirà la necessità e, in parte lo credo. Fin dalla notte dei tempi chi ha potere la fa franca e detta legge ma… in internet la musica è un pochino diversa. Altrimenti non saremmo qui liberamente ad esprimerci. Sempre che qualcuno non decida di spegnere i server… ma questa è un’altra storia.

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Fine del countdown: nasce evanTV!

Da oggi anche il mondo cristiano italiano ha una netTV. E’ quello che si legge nel blog di evanTV, piattaforma di video on demand e streaming focalizzata su tematiche cristiane.
Sono lontani i tempi in cui YouTube rappresentava qualcosa di innovativo e le piattaforme di video sharing sono ormai così tante da perderne il conto.
Oggi i video si condividono, si incastonano in blog e siti (embedding), si commentano, si mettono a disposizione on demand, in streaming, si mixano da varie fonti, se ne fanno canali, playlist: l’elenco delle possibilità offerte è limitato solo dall’inventiva di chi ne fruisce.

Non è strano quindi che, parlando di fede, di cristianesimo e del correlato istinto di comunicarne i valori, si vedano in giro i primi video-contributi che popolano blog e siti; è abbastanza normale che un determinato seminario videoregistrato in una chiesa finisca su YouTube, su Google video e da li lo si ritrovi poi nel sito istituzionale della chiesa stessa o nei blog di amici e persone che la frequentano.

EvanTV sembra però essere qualcosa di abbastanza diverso.
Non è un sito con una manciata di video appiccicati qui e la: i contenuti sono bene organizzati in canali tematici, sono ricercabili, ogni canale ha il suo feed RSS… insomma sembrerebbe un piccolo YouTube incentrato sulla cristianità italiana, con la differenza che i canali non sono liberamente creabili dall’utenza finale.

Del resto la piattaforma diventerebbe ingestibile dal punto di vista della coerenza se chiunque potesse, indiscriminatamente, creare canali e caricare video! Senza contare che di piattaforme che offrono queste possibilità ce ne sono fin troppe.

E’ molto interessante notare come quelli di evanTV abbiano sfruttato le soluzioni disponibili per prendere il meglio di quello che il panorama attuale offre: la gestione dei canali si appoggia alla piattaforma Brightcove, in assoluto tra le più stabili e performanti in circolazione, ed infatti la fluidità dello streaming lo dimostra nonostante le dimensioni del player, decisamente superiori alla media.
Per gli eventi in diretta evanTV si appoggia invece alla piattaforma Mogulus che, insieme a Ustream, rappresenta una delle soluzioni più performanti disponibili ad oggi (qui un interessante articolo da Masternewmedia).

Si tratta di strumenti che (nella versione free, magari) sono a disposizione di tutti ma evanTV ha saputo accorparli, metterli in relazione, costruendoci attorno una netTV ben fatta, piacevole anche nella fruizione e focalizzata sul tema della fede cristiana.

Fin’ora ho parlato di questioni tecniche ma, infondo, la peculiarità di evanTV non è tanto quella di aver utilizzato un sistema piuttosto che un altro, quanto quella di avere una mission ben precisa. Mi piace molto un passaggio che ho trovato nel sito stesso dove si afferma che l’obiettivo di evanTV è “permettere che il messaggio cristiano arrivi ovunque esista qualcuno che desideri ascoltarlo“. Niente a che vedere quindi col proselitismo finalizzato al rimpinguare le fila di questa o quell’altra chiesa.
Per affermazione degli autori il sito non mira a promuovere le istituzioni religiose nè le contesta: semplicemente la questione non interessa!

Si predilige, invece, stimolare la riflessione sulla riscoperta della relazione tra uomo e Dio, sulla fede, sull’essenza del messaggio di Gesù.
Il tutto attraverso video-testimonianze della gente comune, approfondimenti biblici, seminari, conferenze accademiche, ecc.

In ultimo, evanTV esiste anche in versione blog, il chè non guasta!
Staremo a vedere.

Fonte: blog di evanTV.

La nuova vita di Legrottaglie

Certe volte gli scoop di personaggi in qualche modo famosi possono essere presi per trovate più o meno geniali per far parlare di se.
In questo caso mi riferisco alla tanto pubblicizzata fede cristiana di Kakà, Guzman e tanti altri atleti.
Fa sempre un po’ effetto sentire discorsi di questo genere da personaggi che comunque vivono sotto i riflettori e che non mancano di notorietà e, diciamo pure, di denaro sonante!
Il punto è che sono sempre uomini e, per quanto possano essere famosi o ricchi, dentro restano esseri umani soggetti, come tutti gli esseri umani, a misurarsi con i grandi interrogativi dell’uomo.

Ho letto l’intervista a Legrottaglie per Emanuele Gamba dell’Espresso.
D’accordo, se lo guardi come atleta famoso, di una squadra famosa, e con uno stipendio fuori dalle più rosee aspettative della persona comune, non puoi fare a meno di essere scettico, di pensare che si è fumato il cervello oppure che c’è dietro qualche manovra sensazionalistica (del resto se funziona per Kakà perchè non provarci?).
Però, personalmente, non ho potuto fare a meno di notare l’uomo che c’è dietro al calciatore; in fin dei conti farsi delle domande è naturale a prescindere dal conto in banca e dalla notorietà, mentre non cercare di dare delle risposte è da stupidi o da persone che davvero “si sono fumate il cervello”!

E poi, chi ci è passato, chi ha vissuto quella sorta di “presa di coscienza” di cui parla Nicola… beh, certe espressioni le capisce, certe affermazioni le ascolta con orecchie diverse.

Per carità, non sto dicendo che i “non-credenti” sono per forza dei “non-capenti”.
Dico solo che, per quanto tutti possano immaginare quando è buona una bistecca alla fiorentina, non tutti lo capiscono come chi l’ha già assaggiata una volta.

E io, avendo già assaggiato la pietanza, tendo a credere all’esperienza di Nicola.

Link all’articolo sull’Espresso: La nuova vita di Legrottaglie

Intervista per WhiteMetal.it

WhiteMetal.it logoEcco l’intervista che Daniele (WhiteMetal.it) mi ha fatto al rientro dal Rock on the Rock music festival 2007.

Storica band milanese presente all’ultimo Rock On The Rock, sta sempre più evolvendo il proprio sound dal prog rock al prog metal, favorita in ciò anche dal recente innesto del singer Celso De Freyn, ex Stauros. Ci racconta gli Altripercorsi il tastierista Gianfranco Bruno.

Ciao Gianfranco, grazie per averci concesso questa intervista! Bene, allora ti chiedo di cominciare a presentare i componenti della band.
Ciao a tutti i lettori, ciao Daniele e grazie per questo spazio. Ti rispondo subito con l’ormai consolidata formazione ufficiale che vede Tony De Crescenzo (guitar), Luigi Schirru (bass), Celso De Freyn (vox), Eddie Gomez (drums) e infine io, Gianfranco Bruno (keyboards).

Parlando ancora della vostra line-up, so che nel 2006 è entrato nella band l’ex cantante del gruppo prog metal degli Stauros, appunto Celso De Freyn. Come siete venuti in contatto con lui?
Nel modo più semplice possibile. Con l’uscita di Giuseppe abbiamo fatto un po’ di provini e Celso è stato uno dei candidati. Era già in Italia da qualche anno per ragioni professionali e vocazionali e questa è una delle ragioni per cui aveva lasciato la band in Brasile, ma tutte queste cose noi non le sapevamo, o meglio, sapevamo che aveva già cantato rock ma niente di più. Si è presentato per il provino come gli altri e non si è mai sognato di mettere il palmares in piazza. Molto umilmente è venuto portando i pezzi che gli avevamo chiesto, aspettandosi più che altro di fare amicizia con dei musicisti italiani cristiani che facevano rock, ma senza alcuna tensione tipica di quando si va a farsi “esaminare” da qualcuno. Ci ha colpito subito la sua umiltà ma, dopo averlo sentito cantare, devo dire che ci ha colpito un bel po’ anche la sua grinta.

Poco più di un mese fa ho avuto l’opportunità di ascoltarvi al Rock On The Rock. Siete stati davvero grandi, mi è piaciuto molto il vostro concerto! Voi vi ritenete soddisfatti di come avete suonato?
Considerando che solitamente è abbastanza normale non essere del tutto soddisfatti per quel senso di sana autocritica che ti porta a voler fare sempre meglio, devo anche dire che al ROTR ci siamo divertiti di brutto! Sono passati circa 9 mesi dall’innesto di Celso e cambiare il frontman non è un fatto banale per nessun gruppo: in questi 9 mesi abbiamo fatto alcuni concerti per rodare la line-up in cui Celso ha lavorato sul vecchio repertorio e il risultato è stato una specie di surrogato tra la vecchia e la nuova band. Il festival è stata invece la prima vera performance completa dove Celso ha smesso i panni del “nuovo cantante” diventando a tutti gli effetti uno della band. Molti tra il pubblico e tra gli addetti ai lavori ci hanno fatto notare proprio questo ritrovato spirito di gruppo e devo dire che è proprio così che lo abbiamo vissuto. Oggi, rivedendo le riprese video, noto le sviste, le cose da migliorare, ecc. ma, onestamente, al festival siamo scesi dal palco con la netta sensazione di esserci divertiti tra noi e con la gente. Credo siamo stati l’unica band nella storia del ROTR che abbia addirittura tirato dentro a cantare anche il fonico di palco!

Parlando ancora dell’esibizione all’ultimo Rock On The Rock, mi è sembrato che il vostro sound si stia indirizzando sempre di più verso il prog metal. C’è lo “zampino” di Celso?
Si e no. Come Altripercorsi abbiamo sempre lavorato in squadra fin dall’esordio e ancora oggi è così, quindi, si, Celso contribuisce alla stesura e all’arrangiamento dei brani come ognuno della band anche se, ovviamente, essendo in squadra da poco, non ha avuto ancora modo di esprimersi al massimo. Riguardo allo stile va detto che il cambio si sente maggiormente se si paragona il nuovo repertorio al nostro primo Cd ma, chi ha avuto modo di ascoltarci dal vivo può darsi che non abbia notato troppe differenze o, perlomeno, le abbia notate progressivamente nel tempo. Hai ragione a dire che il sound ha preso una certa direzione ma io credo sia fisiologico: non credo si tratti di sperimentazione di nuove sonorità, credo sia un naturale cambiamento che riflette il fatto che la squadra è cambiata nel tempo e che i singoli membri, essendo uomini e non macchine, si evolvono (o involvono? :p) col passare degli anni. Non so se possiamo considerarci “prog” perchè ho rispetto del livello tecnico superiore di coloro che si identificano in pieno nella definizione. Di certo è mia convinzione (e qui si potrebbe dibattere a lungo) che ogni musicista in crescita, col tempo finisce per essere un po’ “prog-qualcosa” altrimenti resta legato ad un ruolo stereotipato! Per quanto riguarda noi, forse i nuovi pezzi con Giuseppe avrebbero avuto un sapore più “prog-rock” mentre con Celso sanno più di “prog-metal” e questo fa capire quanto lo stile del singer influenzi comunque il risultato finale.

Ascoltando il Cd “Storie Vissute” si avvertono a mio avviso molti spunti in stile Dream Theater. Quali sono i vostri gruppi di riferimento?
La lista sarebbe incredibilmente lunga per il semplice fatto che è da circa 12 anni che non riusciamo a metterci d’accordo su quali siano i nostri gruppi di riferimento! Sia nella vecchia formazione, sia nella nuova abbiamo sempre avuto influenze molto diverse e sono convinto che questo determini in parte quella vena “prog” che ci attribuisci. Tony ama molto King’s X e Led Zeppelin ma anche tutta una certa scuola più vintage, Luigi spazia dai Deep Purple fino a Elio e le storie tese, Celso è più legato alle classiche icone del metal tipo Iron Maiden, ma so che ha un debole per Coverdale e Barren Cross; Eddie è di una camaleonticità esasperata spaziando su tutto fino al latin jazz e all’RnB. Io sono nato in mezzo alla new wave nel periodo dark (Cure, Bauhaus, Siouxies) per poi diventare sfegatato fan di Pink Floyd, Jethro Tull, Yes e poi da li, un passo alla volta verso sonorità più dure ma con le stesse tensioni: Fates Warning, Savatage, Transatlantic, LTE e, immancabilmente, Dream Theater che ho seguito fin dall’inizio e che forse è l’unica band che un po’ mette d’accordo tutti noi. Nonostante tutti ‘sti nomi però, se devo essere sincero, ad oggi trovo solo in Neal Morse un “modello” di ispirazione (se così si può dire), probabilmente perchè, alla musica eccezionale si uniscono testi che condivido e che, in diverse cose, mi rappresentano.

Oltre al sound del vostro album, trovo davvero molto belli proprio i testi. Sono molto diretti, e secondo me questo è un pregio. Quanto sono importanti per voi le liriche? Cosa volete comunicare con le vostre canzoni?
Beh, i testi del Cd sono in effetti molto lineari e diretti. Credo che questa immediatezza abbia lasciato il posto a una introspezione un po’ più marcata negli ultimi lavori ma di sicuro non è cambiato il fatto di scrivere testi che non nascondano quello che noi siamo come persone. Siamo cristiani consapevoli di aver scoperto la relazione con Dio; i nostri testi non promuovono una religione ma parlano di “storie vissute” sulla pelle di qualcuno di noi, oppure parlano di cose che crediamo profondamente e che, in questo senso, ci appartengono. I testi sono fondamentali proprio in questa ottica e questo è anche il motivo per il quale da subito abbiamo voluto cimentarci con pezzi nostri invece che cover. Come Altripercorsi non abbiamo la pretesa di cambiare la vita di nessuno ma, avendo scoperto la “relazione personale” con Dio, non riusciamo ad esimerci dall’invitare il nostro pubblico a fare altrettanto e le nostre canzoni parlano appunto di questo.

Vi ritenete soddisfatti del successo ottenuto in Italia in questi anni? Ormai siete conosciuti un po’ ovunque e le vostre canzoni girano spesso su CRC (Circuito Radio Cristiane); giusto un po’ di tempo fa, ascoltavo “Musica & Parole” di Paolo Jugovac, quando è stato mandato in onda il vostro brano Disperato bisogno.
Effettivamente la scelta di mettere in piedi una rock-band quando ancora il rock era molto ostacolato nell’ambito “religioso” ufficiale, e il coraggio di andare avanti in tutti questi anni ci ha fatto spesso essere additati come coloro che hanno iniziato un ciclo e, probabilmente, ci ha fatto guadagnare stima da parte di alcuni addetti ai lavori. Devo ammettere che il “successo” di cui parli oggettivamente esiste nella misura in cui, quando si parla di Altripercorsi, spesso la gente (quella appassionata del genere) sa di chi si sta parlando e la cosa umanamente non può che far piacere.
Personalmente però non mi sento soddisfatto o appagato perchè credo che non si debba confondere la notorietà col successo. Il successo gli Altripercorsi lo ottengono quando riescono ad essere presenti stabilmente tra i tossici, nelle carceri, nelle strade e in tutti quei luoghi dove le persone possono piacevolmente distrarsi con la nostra musica ma, soprattutto, essere accolti e sapere che, se ne hanno voglia, possono trovare relazione ed amicizia con Dio. Quando riusciamo a fare questo attraverso un gesto, una parola, del tempo speso assieme o anche attraverso una canzone, allora possiamo parlare di “successo” con la consapevolezza che si tratta comunque di un episodio e non di un traguardo.

In che rapporto siete con CRC? Se non mi sbaglio, il vostro bassista Luigi Schirru conduce il notiziario, vero?
Si, dici bene, Luigi conduce alcune rubriche in CRC ma, oltre a questo, è anche consulente artistico e credo che ci abbia conosciuto, anni fa, vagliando il materiale discografico che circola nel circuito radiofonico. Poi, 3 anni fa, una piacevole coincidenza ha voluto che noi fossimo alla ricerca di un bassista proprio nello stesso periodo in cui lui stava riprendendo a suonare dopo un lungo periodo di inattività. Qualcuno li chiama “appuntamenti divini”.

Il progetto Altripercorsi si può dire sia una vera e propria missione evangelistica. Avete fatto concerti in molti posti (tra cui anche carceri), cercando di raggiungere persone molto distanti da Dio. Bene, come risponde di solito questo tipo di pubblico?
Sai, più che di “persone distanti da Dio” parlerei di “persone con maggiore bisogno di Dio“. Se le vedi in questo modo ti rendi conto che si tratta di persone che, per i motivi più disparati, sono venute a contatto con situazioni di vita che hanno portato ferite in profondità anche se all’esterno si mostrano spesso come persone dure e forti. Se sei consapevole di questo, oltre che delle conseguenze visibili del loro life-style, finisci per accostarti a loro con rispetto per il loro vissuto e non solo con spirito critico. Nella stragrande maggioranza dei casi sono persone che hanno fatto scelte molto sbagliate in conseguenza di gravi problemi familiari, sociali o personali. Questo non li assolve dalle responsabilità ma mostra il loro profondo bisogno di Dio. Per rispondere alla domanda posso dire che generalmente questo “tipo” di persone risponde bene perchè quando ti accosti in questo modo dubito che qualcuno ti rifiuti. Credo che il rifiuto arrivi nel momento in cui tu ti poni come moralizzatore oppure come falso-benefattore, ma il nostro compito come cristiani, prima che come band, è semplicemente quello di sensibilizzare la gente a ritrovare o a cercare una relazione con Dio. Fatto questo, ti assicuro, il resto lo fa Lui.

So che siete di Milano. Avete mai pensato di collaborare in qualche modo con i Boarders? Anche loro sono di Milano.
Si, li abbiamo incontrati per la prima volta al Rock On The Rock dello scorso anno e poi ci siamo rivisti al Rock on Christmas di Roma, oltre che questa estate sempre al ROTR. Devo dire che, fin dal primo momento in cui si sono incontrati, i nostri rispettivi chitarristi (Tony ed Egidio) hanno iniziato a tramare nell’ombra e non escludo che prima o poi qualcosa salti fuori. Forse più “prima” che “poi”!

Siamo quasi giunti alla fine. Potresti anticiparci i vostri progetti futuri?
Musicalmente ormai non è più un segreto che stiamo lavorando al nuovo repertorio e, naturalmente, il desiderio è di vederlo concretizzato in una produzione al più presto possibile ora che abbiamo riconsolidato la line-up. A questo proposito, se tra i lettori ci sono etichette o realtà di produzione, sappiate che la nostra porta è sempre aperta eh eh eh!
Per il 2008 abbiamo ricevuto delle proposte di tour da valutare sia in Italia che fuori. Ma il progetto che più ci preme è quello di incrementare il giro dei concerti principalmente nelle strade, tra gli emarginati e in quegli ambiti più “problematici” dove, purtroppo, spesso le persone non sanno di avere un’altra opportunità.

Concludi lasciando un messaggio ai lettori di whitemetal.it. Ti ringrazio ancora per l’intervista, e che Dio benedica gli Altripercorsi!
Non ho molto da aggiungere se non un grazie per esservi interessati alle nostre attività e alla nostra musica. Vi raccomando di fare di tanto in tanto un salto sul nostro sito www.altripercorsi.it per tutte le novità, per contattarci, per i concerti o per chiedere informazioni di qualsiasi tipo. Abbiamo anche aggiunto un piccolo spazio video dove sono visibili alcuni estratti del recente Rock On The Rock per chi vorrà rivederlo (o vederlo). Se poi volete fare due chiacchiere ci trovate anche su www.myspace.com/altripercorsi . Ci vediamo on stage al più presto e che Dio vi benedica e vi ispiri in ogni cosa!

Recensione su WhiteMetal.it

Fa sempre piacere ricevere commenti e recensioni sul proprio lavoro! :)
La cosa che più mi ha colpito nella recensione è il fatto che, nonostante “Storie vissute” sia ormai un lavoro un tantino datato, i ragazzi di WhiteMetal ne hanno colto le intenzioni e lo spirito. Quando qualcuno coglie in pieno l’essenza di quello che cerchi di comunicare, allora ci può stare l’elogio quanto la critica…
La recensione
(Daniele Fuligno per WhiteMetal.it)
http://www.whitemetal.it/recensione_altripercorsi_-_storie_vissute.htm
Gli Altripercorsi sono una delle band storiche nella scena della musica cristiana italiana. Sono all’attivo da oltre dieci anni e propongono un prog rock atipico, ricchissimo di elementi hard rock e metal. Oltretutto il nuovo singer Celso De Freyn proviene dalla band prog metal dei brasiliani Stauros, quindi per i prossimi lavori ci aspettiamo una totale inversione di marcia verso il prog metal. “Storie Vissute” è il loro primo album, una specie di raccolta dei loro migliori brani composti dal 1995 al 2002.
Il Cd si apre con Il diavolo non passerà (Gesù vive), hard rock cadenzato ricco di inserimenti tastieristici. Segue poi la title-track Storie vissute, che ricorda molto lo stile dei Dream Theater, con riff thrash e cadenzati seguiti da assoli di chitarra e tastiera. La voce di Giuseppe Marsala (il singer precedente a Celso De Freyn) è più aggressiva, ma allo stesso tempo più calda del primo brano.
La traccia numero tre è a mio avviso la più bella di tutta la raccolta: si tratta di Amore vero.

Il sound è prettamente prog metal, ritmo cadenzato e di nuovo lunghi assoli di tastiera e chitarra. Le liriche sono fantastiche, ispirate al brano biblico di 1 Corinzi 13: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli / ma non avessi amore, sarei una statua di gesso; / e se anche intendessi tutti i misteri / e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti / ma non ho amore, io non sono nulla. / L’amore è paziente, l’amore non invidia, non si mette in mostra e non si gonfia mai; / l’amore non è egoista, l’amore non sospetta il male / e tutto il suo piacere è nella verità”.

Segue poi Basta un attimo, malinconica e commovente ballad (per la maggior parte in acustico) che il chitarrista Tony De Crescenzo ha dedicato al padre defunto. Si ritorna su sonorità più aggressive con Libero, di stampo hard rock, mentre si parla di prog metal per la sesta traccia Disperato bisogno: molto belli come al solito i riff di tastiera, ma soprattutto il funambolico assolo di chitarra nel finale. La track 7 è un’altra ballad, una dolcissima canzone d’amore. Il titolo è Non c’è donna come te, e le lyrics recitano così: “Guardo nei tuoi occhi perché voglio dirti che / sei veramente importante, sei tutto per me / Il mio cuore batte forte quando tengo la tua mano / ho atteso questo momento per dirti che ti amo / e tu lo sai che sei tutto per me, non c’è donna come te!”.

La raccolta prosegue con Mani tese, un brano prog rock molto allegro, impossibile stare fermi mentre la si ascolta!

Dal quartultimo al penultimo brano il Cd sembra abbandonare le sonorità metal e hard rock, per riprendere un sound tipicamente rock (addirittura con influenze gospel, nella penultima Fuoco che consuma). “Storie Vissute” termina con il pezzo live Luci di città: molto bello sentire la folta cornice di pubblico che applaude, canta e acclama la band.

Questa raccolta mette in evidenza il vero valore di un gruppo che sta crescendo sempre di più in esperienza durante tutti questi anni, e che sicuramente non si fermerà ora. Sono sicuro che con i prossimi lavori continueranno sempre a soddisfare il loro nutrito numero di fans, me compreso.