Ecco l’intervista che Daniele (WhiteMetal.it) mi ha fatto al rientro dal Rock on the Rock music festival 2007.
Storica band milanese presente all’ultimo Rock On The Rock, sta sempre più evolvendo il proprio sound dal prog rock al prog metal, favorita in ciò anche dal recente innesto del singer Celso De Freyn, ex Stauros. Ci racconta gli Altripercorsi il tastierista Gianfranco Bruno.
Ciao Gianfranco, grazie per averci concesso questa intervista! Bene, allora ti chiedo di cominciare a presentare i componenti della band.
Ciao a tutti i lettori, ciao Daniele e grazie per questo spazio. Ti rispondo subito con l’ormai consolidata formazione ufficiale che vede Tony De Crescenzo (guitar), Luigi Schirru (bass), Celso De Freyn (vox), Eddie Gomez (drums) e infine io, Gianfranco Bruno (keyboards).

Parlando ancora della vostra line-up, so che nel 2006 è entrato nella band l’ex cantante del gruppo prog metal degli Stauros, appunto Celso De Freyn. Come siete venuti in contatto con lui?
Nel modo più semplice possibile. Con l’uscita di Giuseppe abbiamo fatto un po’ di provini e Celso è stato uno dei candidati. Era già in Italia da qualche anno per ragioni professionali e vocazionali e questa è una delle ragioni per cui aveva lasciato la band in Brasile, ma tutte queste cose noi non le sapevamo, o meglio, sapevamo che aveva già cantato rock ma niente di più. Si è presentato per il provino come gli altri e non si è mai sognato di mettere il palmares in piazza. Molto umilmente è venuto portando i pezzi che gli avevamo chiesto, aspettandosi più che altro di fare amicizia con dei musicisti italiani cristiani che facevano rock, ma senza alcuna tensione tipica di quando si va a farsi “esaminare” da qualcuno. Ci ha colpito subito la sua umiltà ma, dopo averlo sentito cantare, devo dire che ci ha colpito un bel po’ anche la sua grinta.
Poco più di un mese fa ho avuto l’opportunità di ascoltarvi al Rock On The Rock. Siete stati davvero grandi, mi è piaciuto molto il vostro concerto! Voi vi ritenete soddisfatti di come avete suonato?
Considerando che solitamente è abbastanza normale non essere del tutto soddisfatti per quel senso di sana autocritica che ti porta a voler fare sempre meglio, devo anche dire che al ROTR ci siamo divertiti di brutto! Sono passati circa 9 mesi dall’innesto di Celso e cambiare il frontman non è un fatto banale per nessun gruppo: in questi 9 mesi abbiamo fatto alcuni concerti per rodare la line-up in cui Celso ha lavorato sul vecchio repertorio e il risultato è stato una specie di surrogato tra la vecchia e la nuova band. Il festival è stata invece la prima vera performance completa dove Celso ha smesso i panni del “nuovo cantante” diventando a tutti gli effetti uno della band. Molti tra il pubblico e tra gli addetti ai lavori ci hanno fatto notare proprio questo ritrovato spirito di gruppo e devo dire che è proprio così che lo abbiamo vissuto. Oggi, rivedendo le riprese video, noto le sviste, le cose da migliorare, ecc. ma, onestamente, al festival siamo scesi dal palco con la netta sensazione di esserci divertiti tra noi e con la gente. Credo siamo stati l’unica band nella storia del ROTR che abbia addirittura tirato dentro a cantare anche il fonico di palco!
Parlando ancora dell’esibizione all’ultimo Rock On The Rock, mi è sembrato che il vostro sound si stia indirizzando sempre di più verso il prog metal. C’è lo “zampino” di Celso?
Si e no. Come Altripercorsi abbiamo sempre lavorato in squadra fin dall’esordio e ancora oggi è così, quindi, si, Celso contribuisce alla stesura e all’arrangiamento dei brani come ognuno della band anche se, ovviamente, essendo in squadra da poco, non ha avuto ancora modo di esprimersi al massimo. Riguardo allo stile va detto che il cambio si sente maggiormente se si paragona il nuovo repertorio al nostro primo Cd ma, chi ha avuto modo di ascoltarci dal vivo può darsi che non abbia notato troppe differenze o, perlomeno, le abbia notate progressivamente nel tempo. Hai ragione a dire che il sound ha preso una certa direzione ma io credo sia fisiologico: non credo si tratti di sperimentazione di nuove sonorità, credo sia un naturale cambiamento che riflette il fatto che la squadra è cambiata nel tempo e che i singoli membri, essendo uomini e non macchine, si evolvono (o involvono? :p) col passare degli anni. Non so se possiamo considerarci “prog” perchè ho rispetto del livello tecnico superiore di coloro che si identificano in pieno nella definizione. Di certo è mia convinzione (e qui si potrebbe dibattere a lungo) che ogni musicista in crescita, col tempo finisce per essere un po’ “prog-qualcosa” altrimenti resta legato ad un ruolo stereotipato! Per quanto riguarda noi, forse i nuovi pezzi con Giuseppe avrebbero avuto un sapore più “prog-rock” mentre con Celso sanno più di “prog-metal” e questo fa capire quanto lo stile del singer influenzi comunque il risultato finale.
Ascoltando il Cd “Storie Vissute” si avvertono a mio avviso molti spunti in stile Dream Theater. Quali sono i vostri gruppi di riferimento?
La lista sarebbe incredibilmente lunga per il semplice fatto che è da circa 12 anni che non riusciamo a metterci d’accordo su quali siano i nostri gruppi di riferimento! Sia nella vecchia formazione, sia nella nuova abbiamo sempre avuto influenze molto diverse e sono convinto che questo determini in parte quella vena “prog” che ci attribuisci. Tony ama molto King’s X e Led Zeppelin ma anche tutta una certa scuola più vintage, Luigi spazia dai Deep Purple fino a Elio e le storie tese, Celso è più legato alle classiche icone del metal tipo Iron Maiden, ma so che ha un debole per Coverdale e Barren Cross; Eddie è di una camaleonticità esasperata spaziando su tutto fino al latin jazz e all’RnB. Io sono nato in mezzo alla new wave nel periodo dark (Cure, Bauhaus, Siouxies) per poi diventare sfegatato fan di Pink Floyd, Jethro Tull, Yes e poi da li, un passo alla volta verso sonorità più dure ma con le stesse tensioni: Fates Warning, Savatage, Transatlantic, LTE e, immancabilmente, Dream Theater che ho seguito fin dall’inizio e che forse è l’unica band che un po’ mette d’accordo tutti noi. Nonostante tutti ‘sti nomi però, se devo essere sincero, ad oggi trovo solo in Neal Morse un “modello” di ispirazione (se così si può dire), probabilmente perchè, alla musica eccezionale si uniscono testi che condivido e che, in diverse cose, mi rappresentano.
Oltre al sound del vostro album, trovo davvero molto belli proprio i testi. Sono molto diretti, e secondo me questo è un pregio. Quanto sono importanti per voi le liriche? Cosa volete comunicare con le vostre canzoni?
Beh, i testi del Cd sono in effetti molto lineari e diretti. Credo che questa immediatezza abbia lasciato il posto a una introspezione un po’ più marcata negli ultimi lavori ma di sicuro non è cambiato il fatto di scrivere testi che non nascondano quello che noi siamo come persone. Siamo cristiani consapevoli di aver scoperto la relazione con Dio; i nostri testi non promuovono una religione ma parlano di “storie vissute” sulla pelle di qualcuno di noi, oppure parlano di cose che crediamo profondamente e che, in questo senso, ci appartengono. I testi sono fondamentali proprio in questa ottica e questo è anche il motivo per il quale da subito abbiamo voluto cimentarci con pezzi nostri invece che cover. Come Altripercorsi non abbiamo la pretesa di cambiare la vita di nessuno ma, avendo scoperto la “relazione personale” con Dio, non riusciamo ad esimerci dall’invitare il nostro pubblico a fare altrettanto e le nostre canzoni parlano appunto di questo.
Vi ritenete soddisfatti del successo ottenuto in Italia in questi anni? Ormai siete conosciuti un po’ ovunque e le vostre canzoni girano spesso su CRC (Circuito Radio Cristiane); giusto un po’ di tempo fa, ascoltavo “Musica & Parole” di Paolo Jugovac, quando è stato mandato in onda il vostro brano Disperato bisogno.
Effettivamente la scelta di mettere in piedi una rock-band quando ancora il rock era molto ostacolato nell’ambito “religioso” ufficiale, e il coraggio di andare avanti in tutti questi anni ci ha fatto spesso essere additati come coloro che hanno iniziato un ciclo e, probabilmente, ci ha fatto guadagnare stima da parte di alcuni addetti ai lavori. Devo ammettere che il “successo” di cui parli oggettivamente esiste nella misura in cui, quando si parla di Altripercorsi, spesso la gente (quella appassionata del genere) sa di chi si sta parlando e la cosa umanamente non può che far piacere.
Personalmente però non mi sento soddisfatto o appagato perchè credo che non si debba confondere la notorietà col successo. Il successo gli Altripercorsi lo ottengono quando riescono ad essere presenti stabilmente tra i tossici, nelle carceri, nelle strade e in tutti quei luoghi dove le persone possono piacevolmente distrarsi con la nostra musica ma, soprattutto, essere accolti e sapere che, se ne hanno voglia, possono trovare relazione ed amicizia con Dio. Quando riusciamo a fare questo attraverso un gesto, una parola, del tempo speso assieme o anche attraverso una canzone, allora possiamo parlare di “successo” con la consapevolezza che si tratta comunque di un episodio e non di un traguardo.
In che rapporto siete con CRC? Se non mi sbaglio, il vostro bassista Luigi Schirru conduce il notiziario, vero?
Si, dici bene, Luigi conduce alcune rubriche in CRC ma, oltre a questo, è anche consulente artistico e credo che ci abbia conosciuto, anni fa, vagliando il materiale discografico che circola nel circuito radiofonico. Poi, 3 anni fa, una piacevole coincidenza ha voluto che noi fossimo alla ricerca di un bassista proprio nello stesso periodo in cui lui stava riprendendo a suonare dopo un lungo periodo di inattività. Qualcuno li chiama “appuntamenti divini”.
Il progetto Altripercorsi si può dire sia una vera e propria missione evangelistica. Avete fatto concerti in molti posti (tra cui anche carceri), cercando di raggiungere persone molto distanti da Dio. Bene, come risponde di solito questo tipo di pubblico?
Sai, più che di “persone distanti da Dio” parlerei di “persone con maggiore bisogno di Dio“. Se le vedi in questo modo ti rendi conto che si tratta di persone che, per i motivi più disparati, sono venute a contatto con situazioni di vita che hanno portato ferite in profondità anche se all’esterno si mostrano spesso come persone dure e forti. Se sei consapevole di questo, oltre che delle conseguenze visibili del loro life-style, finisci per accostarti a loro con rispetto per il loro vissuto e non solo con spirito critico. Nella stragrande maggioranza dei casi sono persone che hanno fatto scelte molto sbagliate in conseguenza di gravi problemi familiari, sociali o personali. Questo non li assolve dalle responsabilità ma mostra il loro profondo bisogno di Dio. Per rispondere alla domanda posso dire che generalmente questo “tipo” di persone risponde bene perchè quando ti accosti in questo modo dubito che qualcuno ti rifiuti. Credo che il rifiuto arrivi nel momento in cui tu ti poni come moralizzatore oppure come falso-benefattore, ma il nostro compito come cristiani, prima che come band, è semplicemente quello di sensibilizzare la gente a ritrovare o a cercare una relazione con Dio. Fatto questo, ti assicuro, il resto lo fa Lui.
So che siete di Milano. Avete mai pensato di collaborare in qualche modo con i Boarders? Anche loro sono di Milano.
Si, li abbiamo incontrati per la prima volta al Rock On The Rock dello scorso anno e poi ci siamo rivisti al Rock on Christmas di Roma, oltre che questa estate sempre al ROTR. Devo dire che, fin dal primo momento in cui si sono incontrati, i nostri rispettivi chitarristi (Tony ed Egidio) hanno iniziato a tramare nell’ombra e non escludo che prima o poi qualcosa salti fuori. Forse più “prima” che “poi”!
Siamo quasi giunti alla fine. Potresti anticiparci i vostri progetti futuri?
Musicalmente ormai non è più un segreto che stiamo lavorando al nuovo repertorio e, naturalmente, il desiderio è di vederlo concretizzato in una produzione al più presto possibile ora che abbiamo riconsolidato la line-up. A questo proposito, se tra i lettori ci sono etichette o realtà di produzione, sappiate che la nostra porta è sempre aperta eh eh eh!
Per il 2008 abbiamo ricevuto delle proposte di tour da valutare sia in Italia che fuori. Ma il progetto che più ci preme è quello di incrementare il giro dei concerti principalmente nelle strade, tra gli emarginati e in quegli ambiti più “problematici” dove, purtroppo, spesso le persone non sanno di avere un’altra opportunità.
Concludi lasciando un messaggio ai lettori di whitemetal.it. Ti ringrazio ancora per l’intervista, e che Dio benedica gli Altripercorsi!
Non ho molto da aggiungere se non un grazie per esservi interessati alle nostre attività e alla nostra musica. Vi raccomando di fare di tanto in tanto un salto sul nostro sito www.altripercorsi.it per tutte le novità, per contattarci, per i concerti o per chiedere informazioni di qualsiasi tipo. Abbiamo anche aggiunto un piccolo spazio video dove sono visibili alcuni estratti del recente Rock On The Rock per chi vorrà rivederlo (o vederlo). Se poi volete fare due chiacchiere ci trovate anche su www.myspace.com/altripercorsi . Ci vediamo on stage al più presto e che Dio vi benedica e vi ispiri in ogni cosa!